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«Tagli ai trasporti: riorganizzazione necessaria per la ripresa dell’Umbria»

23 Febbraio 2020

L’assessore regionale Melasecche risponde ai sindacati

di Enrico Melasecche, assessore Infrastrutture e Trasporti Regione Umbria
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – È questa una sfida che la nuova giunta ha raccolto nella piena consapevolezza delle difficoltà esistenti ma con la giusta determinazione e la prudenza indispensabili in un settore che trasporta o che consente ogni giorno il trasferimento di un numero molto importante di persone e di merci.

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Soprattutto di persone, con i loro problemi e le loro speranze. Siamo assolutamente consapevoli delle enormi difficoltà che esistono ma siamo anche convinti che solo con una riorganizzazione complessiva del sistema delle infrastrutture e dei trasporti l’Umbria può risalire la china in cui è stata spinta e che la ripresa non può non fare affidamento su una rete più efficiente, meglio innervata, su vettori più moderni, accoglienti e veloci, con idee anche innovative, soprattutto sulla base di bilanci sani e trasparenti, non più sotto la mannaia di decreti ingiuntivi o la paura di un sistema bancario pronto ad aggredire la liquidità necessaria a far funzionare il sistema del trasporto pubblico. Non possiamo permetterlo. Si fa presto a dire “non ci interessa parlare del passato”, visto che ammonta a decine di milioni il costo di prestazioni trasportistiche di anni precedenti ancora da pagare.

In soli tre mesi di lavoro, nonostante difficoltà organizzative di rilievo, abbiamo già abbozzato con la Presidente e tutta la giunta, coesa in questo sforzo, una sorta di piano industriale che stiamo completando giorno dopo giorno con un impegno incessante e di cui ho informato ieri i sindacati. Stiamo intessendo rapporti senza tregua, ai massimi livelli del governo, delle società che gestiscono le infrastrutture ferroviarie e stradali ed i servizi perché il sistema generale dei trasporti umbro in dieci anni è stato rivoluzionato, non proprio in meglio. Sono crollate molte delle certezze d’un tempo insieme alle quattro società che gestivano da noi il TPL, peraltro con indagini in corso in merito alle responsabilità non lievi per quanto accaduto. La vecchia, gloriosa FCU è per la gran parte chiusa.

Ebbene in questo quadro tutt’altro che roseo stiamo chiamando a raccolta tutti gli Enti Locali, dalle Province ai Comuni, la Regione in prima linea, nel collaborare alla rimodulazione delle corse meno frequentate o vuote, stiamo chiedendo a tutti maggiore efficienza, tagli agli sprechi che nessuno può più permettersi. Chiediamo la comprensione e la collaborazione di tutti ma anche senso di responsabilità. Ai sindacati abbiamo chiesto di attendere pochi giorni affinchè il confronto tecnico fra concessionari dei servizi ed aziende che li gestiscono possa metterci nelle condizioni di conoscere dati più precisi su cui fondare il bilancio regionale ormai prossimo alla sua definizione.

Chiunque comprende che è inutile parlare di cifre certe fino a quando questa fase istruttoria non è stata completata. I sindacati sembrano decisi comunque a procedere nella ritualità dello sciopero, più volte minacciato anche sull’onda di notizie destituite di fondamento che parlavano di tagli mai dalla giunta decisi, per esercitare questa arma di pressione nei confronti di una Regione che non ha alcuna necessità di essere sensibilizzata in quanto ben consapevole delle difficoltà da superare. Ce ne dispiace e ci auguriamo ci sia un ripensamento.

Appena saremo in grado di avere dati certi e precisi li comunicheremo a tutti, fiduciosi che ogni umbro comprenderà l’impegno in atto, l’intento alto che anima questa giovanissima esperienza di governo, la visione ambiziosa delle mete che tutti insieme vorremmo raggiungere. L’Umbria è di tutti.

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