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Sanità, disturbi del neurosviluppo, il Pd: «Così miglioriamo la qualità della vita di pazienti e famiglie»

14 Febbraio 2020

La proposta di legge di Bori e Bettarelli. «Non dividiamoci anche su questo»

PERUGIA – «Una proposta di legge di civiltà, che vuole fornire una risposta chiara, efficiente e organizzata a tutti i disturbi del neurosviluppo, in maniera organica soprattutto alla luce della crescente diffusione di questo tipo di patologie».

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Così i consiglieri regionali Tommaso Bori (capogruppo Pd) insieme a Michele Bettarelli (Pd- vicepresidente della commissione Sanità) annunciano la presentazione di una proposta di legge dedicata a queste patologie. «Il nostro obiettivo – spiegano Bori e Bettarelli – è quello di contribuire concretamente al miglioramento della qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie, affrontando in un quadro chiaro e completo tutte le problematiche aperte, accompagnandoli nelle diverse fasi che si troveranno a vivere. Vogliamo assicurare – aggiungono – una presa in carico globale dei pazienti, garantendo tempestività, specificità e completezza degli interventi. Si riconosce il ruolo determinante delle famiglie quale parte attiva e necessaria e si assicura un processo di formazione continua delle figure professionali in ambito sanitario, ma anche sociale e scolastico. Il tutto dovrà andare avanti all’insegna dell’integrazione e della massima comunicazione tra enti locali, terzo settore, Università, istituti scientifici del settore e livelli territoriali di intervento».

«La proposta di legge – sottolineano Tommaso Bori e Michele Bettarelli – istituisce anche degli organismi che serviranno a coordinare gli interventi e a partecipare tutti i processi. Si parte dalla Consulta regionale per i disturbi del neurosviluppo, che coinvolgerà l’assessorato, l’Ufficio scolastico e sei rappresentanti di associazioni o federazioni, oltre all’Università. Sarà istituito anche il Comitato tecnico scientifico regionale per i disturbi del neurosviluppo, che intende valutare e supportare le attività per predisporre percorsi di prevenzione e diagnosi. Dovrà, inoltre, vedere la luce il Centro di riferimento regionale per i disturbi dello spettro autistico, già individuato nella sede di Madonna Alta che l’Usl Umbria 1 ha acquistato dal Comune di Perugia e ora deve essere riqualificata, e uno per la sindrome da deficit da attenzione e iperattività (Adhd) che deve essere individuato a breve. Andranno realizzati centri diurni e strutture residenziali dedicate, mettendo anche a disposizione specifiche aree ospedaliere».

«Si tratta di proposte di buon senso, che mettono la nostra regione al passo con i tempi. L’auspicio – conclude il capogruppo Bori – è che quindi possa raggiungere il numero più alto possibile di adesioni nel suo percorso di approvazione, perché sarebbe un pessimo segnale dividersi e strumentalizzare tematiche di questo tipo».

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