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Regione, la Giunta salva i trasporti su gomma ma il sindacato celebra il rito dello sciopero

16 Febbraio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Operazione-verità sul Tpl: la rimodulazione è fatta di tagli solo a sprechi ed eccessi, il problema è che vengono rinviate le scelte per modernizzare i servizi. Ma opposizione e Cgil-Cisl-Uil recitano seguendo vecchi e collaudati copioni

di Marco Brunacci

PERUGIA – Pronti. Qui serve un’operazione verità. L’unica cosa da tagliare di sicuro sono le sciocchezze, i vecchi spartiti che vengono suonati da decine di anni. Sono collaudati per non perdere consensi, ma non servono a nulla di buono.

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Allora: al trasporto pubblico locale su gomma (autobus) dell’Umbria mancano 15 milioni tondi tondi e sono soldi che mancano in maniera strutturale. È la differenza tra i 45 milioni che arrivano dal Fondo nazionale e i 60 che servono per far fronte a tutte le corse attualmente in essere. Comprese quelle in cui l’autista di un bus da 70 posti si trova irrimediabilmente solo o in compagnia di 2-3 persone. Che sarebbe come dire che per un paziente che ha l’alluce a rostro si deve tenere in piedi un ospedale specializzato. La verità è che la Giunta regionale ha scelto di far comunicare all’opposizione e ai sindacati i propri provvedimenti. E allora ecco che le notizie vengono – come è giusto che sia, per carità, in una dialettica democratica – piegate alle esigenze della propaganda. È vero: nei mesi che ci separano dalla fine del 2020, secondo il piano della Regione, verranno percorsi 1 milioni e 750 mila chilometri in meno, come dice il vicecandidato alla presidenza della giunta regionale del centrosinistra, Andrea Fora, ma non viene spiegato che l’operazione non è di forbici ma di lima. E semmai gridano vendetta gli autobus vuoti, per mantenere i quali la Regione non investe in sviluppo. E questo presunto taglio per cui si fa lo sciopero, che non tocca i dipendenti, quanto vale? Signori, 3,5 milioni e mezzo di euro. Cioè poco più di un quinto di quel che serve.

Il sindacato si limita a dire che «lo sciopero è inevitabile». Ovvio, no? Eppure non c’è una ricaduta ben che minima sull’occupazione. No, nessuno avrà problemi. Tutti restano al loro posto e – sottolineato con la matita blu – nel buco nero del trasporto su gomma vengono buttati anche più della metà dei soldi della spending review (6 milioni) finora effettuata sui costi della macchina regionale. Ma il sindacato pensa di dover celebrare il rito dello sciopero.

Volete sapere una cosa perfino divertente? Il piano delle tratte di autobus dell’Umbria che non dovrebbe essere né toccato né ritoccato è del 2006. Da considerare di un’altra era geologica, se ci fosse in giro un po’ di serietà
Nel cosmico buco nero vanno anche i risparmi dovuti all’introduzione dell’Agenzia dei trasporti (che è stata realizzata a tempo di record dalla nuova Giunta) e che verranno conteggiati però solo nei prossimi mesi. Se Tesei, Melasecche e compagnia sono bravi, si parte ad aprile. Ma gli vanno fatti gli applausi perché la Giunta precedente dell’Agenzia si era dimenticata.

Tagliamo i dettagli tecnici. Andiamo al sodo e proviamo a dire che il limite di questo intervento molto soft (e assolutamente inevitabile, lo avrebbe fatto il centrosinistra se avesse vinto, niente meno di questo) sta nel desiderio della Tesei di andare per gradi, secondo i comandamenti del vangelo secondo il sindaco Romizi. Si va piano e si va lontani. Altrimenti si va a sbattere. Ma, andando piano, le scelte di rilancio dell’Umbria, anche in questo settore, vengono rinviate. Gli investimenti sui treni non possono essere fatti. Quelli sull’aeroporto non sono alle viste (se lo ricorda qualcuno che Ryanair con 2 milioni e mezzo di contributo metteva a disposizione un aeromobile fisso a Sant’Egidio e 5 tratte italiane ed europee a scelta?).

La sfida della modernità è così rinviata. A quando? Presto detto: per un anno si va avanti così. Dopo si farà un nuovo bando per il trasporto su gomma. Stessi chilometri a costo minore. Si può fare. Così Busitalia avrà la concorrenza francese e qui deve vincere il migliore, cioè quello che fa gli interessi degli utenti umbri. Concluso il bando, e solo tra due anni, non meno, si potrà – speriamo – tornare a progettare il futuro.
Ma dove la troviamo un’opposizione (e un sindacato) che punta i piedi e dice: a costo di perdere voti e consensi, facciamo tagli veri. non solo rimodulazioni, ma investiamo subito sul rilancio della regione? Bocciamo la Tesei perché va troppo lentamente?

Tranquilli, al momento proprio non si trova: Agli umbri di buona volontà non resta che continuare a bruciare incenso davanti a santa Donatella da Montefalco e alla sua determinazione ad andare avanti. Per gradi, d’accordo, se non si può fare altrimenti. Ma nella speranza che non si perda per strada – ascoltando magari anche le insidiose sirene della sua maggioranza -.una volta fatti i primi passi. Nel trasporto, su gomma e non. e su tutto il resto.

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