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Prove di turbo-Tesei su ricostruzione e economia, ma attenti al “fattore Z”

19 Febbraio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Lo stato dell’arte in Regione. La presidente accelera e trova soldi per Comuni e Protezione civile, ma inizia da Spoleto (con Romizi arrabbiato) l’offensiva di velluto di Zaffini (FdI). L’assessore mancante, il Festival dei Due mondi, le nomine Ater, Uj, Sviluppumbria sul tavolo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nuova giunta regionale, lo stato dell’arte. Qualche segnale della turbo-Tesei che ci si attendeva in azione è arrivato, ma anche i primi problemi di assetti nel motore della maggioranza.

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Dei trasporti abbiamo scritto (e del grande equivoco sul quale stanno giocando opposizione e sindacato), ora pronti sul nuovo fronte aperto dalla presidente della Giunta: si parla di terremoto e ricostruzione. Due punti segnati: sbloccati i 9,5 milioni (tanta roba) del sisma del ’97 (chiaro? ’97), disponibili da anni ma dispersi tra foglie e foglietti, norme e interpretazione e pigrizie burocratiche, inefficienze di uffici e amnesie, ma che adesso ritrovano la strada per essere impiegati dai comuni (da Assisi a Foligno a Spoleto arrivando in Valnerina). Ed è la prima realizzazione. Seconda: la presidente ha trovato per la Protezione civile 1,4 milioni nelle pieghe di un bilancio che langue e soffre dei mali di tutti dei bilanci degli enti pubblici (ma qui anche un po’ di più). Vale come un gol in rovesciata.

Con l’arrivo di Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Csm, come commissario straordinario alla ricostruzione, può darsi che il peggio dei ritardi e delle assurdità assortite che hanno allungato senza pari questa ricostruzione, potrebbe essere considerato terminato. Il fronte di cui stiamo parlando è importante: qui si da il senso tangibile che la lumaca burocrazia non sarà magari diventata lepre ma almeno si muove più svelta, nel rispetto delle esigenze sacrosante di cittadini che hanno avuto un danno (e che danno).

La presidente Tesei confida agli amici che ha anche già un colpo in canna da sparare nello stagno dell’economia umbra. Magari qualche germano si alza in volo. E qualcosa comincia pure a succedere.

Fin qui quel che c’è da mettere in conto come iniziative per il rilancio. Ma l’orizzonte non è sempre sereno. E le prime nubi arrivano dalla sua maggioranza. Il fattore Z (che sta per Zaffini, navigato leader di Fratelli d’Italia, partito in manovra per salire in alto, sempre più in alto, in tutta Itala) non fa mistero di non aver dimenticato la mancata presenza in Giunta regionale di un assessore certificato Fratelli d’Italia, a denominazione d’origine controllata e con autentica in bollo.

Non sfugge a nessuno che Zaffini è protagonista esperto come pochi della scena politica, giocatore affatto sprovveduto, capace di lavorare su diversi piani, tirando la corda sempre con l’accortezza di non strappare. Per questo ha iniziato dalla provincia: a Spoleto ha fatto perdere la pazienza perfino al serafico Andrea Romizi, quando dalla sua Forza Italia ha sfilato un assessore senza neanche la cortesia di uno squillo per avvertire, come magari si poteva fare tra alleati.

A De Augustinis sta rovinando le digestioni già da qualche mese, ma adesso appare proprio intenzionato a metterlo davanti a un primo aut-aut: il sindaco ha scelto la nuova direttrice del Festival dei Due mondi e poteva farlo, magari – dicono da FdI – condividendo un po’ di più la scelta. Però adesso, comunque, deve sdoppiare l’incarico e indicare chi sarà il sovrintendente, l’uomo di denari, il sacerdote del budget. Basta direttori-monarchi del Festival. E i suoi sostengono che questa cosa sta in tutti gli accordi di governo a Spoleto. Non a caso De Augustinis non perde occasione per ricordare di essere un civico, non un sindaco di centrodestra classico. Gli basterà per non fare la fine del Titanic contro l’iceberg Zaffini?
A giorni si vedrà, ma la tensione è forte. E però è il livello regionale quello nel quale si misurerà l’abilità di Zaffini. Per ora danza intorno alla Giunta, dice sempre e solo bene della presidente Tesei, ma non si dilunga sugli assessori, smentisce che si stia occupando di nomine, ma ricorda che FdI ha candidati preparati e di qualità per qualsivoglia ruolo, dall’Ater a Umbria jazz, pensando a Sviluppumbria e zone limitrofe.

Lascerà il segno la Z di Zaffini? È probabile, visto che sa lavorare di fioretto e di spada. Il suo limite? FdI umbro non è un partito monolitico. Maneggiare con cura.

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