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Cessione quote pubbliche Servizio idrico integrato: c’è chi dice no

18 Febbraio 2020

Il Consiglio comunale vota «no». E nell’Odg approvato ricorda: «Umbria seconda regione italiana più cara per le bollette dell’acqua»

PARRANO (Terni) – No alla privatizzazione del Servizio Idrico integrato di Terni. Lo ha espresso il Consiglio comunale di Parrano che ha approvato un ordine del giorno in cui impegna il sindaco e la giunta «a rendere immediatamente manifesta la propria volontà negativa rispetto alla suddetta ipotesi di riassetto societario e modifiche statutarie che dovessero indebolire la presenza del socio pubblico all’interno della società».

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Nell’odg si sottolinea che «viene ventilata l’ipotesi di riassetto delle quote societarie dei soggetti privati e modifiche statutarie, in base alle quali i Comuni potrebbero perdere ulteriore potere di indirizzo e di controllo all’interno della società». Per tale ragione il Consiglio comunale  invita anche «a riconsiderare la possibilità di rendere pubblico il servizio idrico, dando piena attuazione alla volontà popolare espressa nel Referendum del 2011, predisponendo a tal fine uno studio di fattibilità per realizzare tale obiettivo».

«A promuovere la costituzione di un Forum sull’acqua con la partecipazione delle Associazioni, dei Sindacati, del Comitato Acqua Pubblica e degli altri Comuni della provincia serviti da SII, che dia avvio ad una discussione sul tema della gestione del servizio idrico, in conformità con la normativa europea, nel rispetto della volontà popolare espressa con i referendum del 2011 e dei principi di buona amministrazione della cosa pubblica».

Nel documento approvato si afferma che «l’Acqua è un bene comune dell’umanità, appartenente a tutti gli esseri viventi perché indispensabile alla vita e, in quanto tale, non può e non deve essere assoggettato a interessi privati. L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale, così come sancito nella la Risoluzione del 4 settembre 2003 del Parlamento europeo e nella risoluzione del 28 luglio 2010 dell’ONU e in molti altri documenti internazionali e non».

E ancora: «Nel 2011, con un referendum, 27 milioni di italiani sono andati a votare esprimendosi a favore di una gestione pubblica e senza profitti del servizio idrico. Dal 2002 nei Comuni della Provincia di Terni il servizio idrico integrato è gestito dalla SII (Servizio Idrico Integrato) società a partecipazione mista pubblico-privata. A dispetto della logica secondo cui nel momento in cui si era passati da una gestione totalmente pubblica a una gestione mista pubblico-privata si sarebbe dovuto avere un aumento di efficienza nel servizio, la dispersione di acqua in Umbria continua ad essere elevatissima a causa dello stato di usura della rete idrica, con un tasso di perdite elevate, l’Umbria è la seconda regione italiana più cara per le bollette dell’acqua».

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