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Tentano di rubare in una casa mentre la famiglia è a cena: una denuncia

11 Gennaio 2020

Il fatto a Magione: tanta paura, ma c’è chi ha inseguito i ladri e chiamato subito i carabinieri

MAGIONE (Perugia) – Hanno tentato di introdursi in un’abitazione per svaligiarla, ma l’allarme e la prontezza di alcuni testimoni che hanno chiamato subito i carabinieri li hanno fregati.

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È successo venerdì sera a Magione, dove i carabinieri dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Città della Pieve, hanno denunciato per tentato furto in concorso un trentenne di nazionalità albanese, residente ad Assisi, gravato da numerosi precedenti, unitamente ad altri due soggetti rimasti allo stato ignoti.
Ieri sera, infatti, intorno alle 21 circa il trentenne, alla guida della sua Mercedes, è stato individuato da alcuni testimoni accanto a un’abitazione dove, pochi istanti prima, due individui avevano cercato di introdursi. I due ladri, però, si sono dati alla fuga per lo scattare dell’allarme perimetrale, mentre i proprietari, che erano all’intero della casa, si sono subito precipitati all’esterno per capire cosa stesse accadendo.
I testimoni sono riusciti a seguire i due malfattori che cercavano di assicurarsi la fuga raggiungendo il loro complice alla guida della Mercedes e che li stava aspettando nei pressi del raccordo Perugia Bettolle. L’albanese fermato, quando si è accorto che i suoi complici erano inseguiti da alcune persone, si è dato alla fuga con l’auto imboccando il raccordo in direzione Bettolle, mentre gli altri due si sono dileguati a piedi nelle campagne circostanti.

I testimoni hanno subito allertato la centrale operativa della Compagnia carabinieri di Città della Pieve che, dopo aver eseguito gli accertamenti sul veicolo e sul suo proprietario, ha diramato le ricerche alle pattuglie presenti sul territorio che immediatamente si sono attivate. Poco dopo, il veicolo segnalato è stato rintracciato a Punta Navaccia nel comune di Tuoro, con alla guida il cittadino albanese. Sottoposto a perquisizione personale e veicolare e trovato in possesso di una chiave tipo “pappagallo” della lunghezza di 24 centimetri ed una torcia tascabile, è stato condotto negli uffici della Compagnia.
Nelle vicinanze del luogo del tentato furto, invece, sono stati rinvenuti alcuni arnesi atti allo scasso, un cappellino di colore nero, e guanti in gomma.

L’episodio – come sottolineano i carabinieri – ha messo in risalto l’importanza di comunicare con immediatezza – e in totale sicurezza – ogni utile notizia alle forze dell’ordine che può portare in molti casi alla sicura individuazione di soggetti che si rendono autori di tali azioni delittuose.

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