Advertisement

Saldi, Federconsumatori: «Tra online e Black friday così non servono»

5 Gennaio 2020

Gli sconti diventano un labirinto: i consigli di Alessandro Petruzzi

di Alessandro Petruzzi, Federconsumatori Umbria
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – In Umbria i saldi sono partiti ufficialmente il 4 gennaio, anche se nei fatti già dal 27 dicembre la gran parte dei negozi proponeva prezzi genericamente scontati, senza dare alla cosa grande evidenza. I saldi invernali del 2020 sono un meccanismo economico profondamente distante dall’immagine classica dei saldi del passato.

Advertisement

Innanzitutto perché il tempo che viene dedicato dalle imprese alla promozionalità di tutti i tipi è molto cresciuto, con l’ultima occasione del Black Friday, che da singola giornata è diventata settimana e per alcuni un intero mese. Poi per motivi industriali. Sul modello di quanto accade negli Outlet vengono prodotti articoli, generalmente di minore qualità, espressamente per il mercato dei saldi e delle offerte speciali.

Il consumatore consuma, certo, ma è sempre più disorientato, in un labirinto di offerte e promozioni, di saldi e sottocosto, di sconti del 70% su prodotti che spesso non hanno mai avuto un prezzo “ufficiale”.

Una situazione dove non può essere tralasciato l’E-commerce, dove le offerte hanno un peso ancora maggiore, e dove il “caos prezzi” impera. Ma bisogna ricordare che l’E-commerce, nel settore abbigliamento, pur in crescita, pesa soltanto per il 7% del venduto complessivo, contro il 22% di libri ed elettronica. Numeri nei quali sono peraltro comprese le vendite dei soggetti che gestiscono anche negozi fisici.

Una situazione complessa, alla quale bisogna rispondere con comportamenti di grande correttezza e col diffondersi di buone pratiche, come ad esempio il Decalogo “Ok il saldo è giusto” definito da Federconsumatori e Fismo Confesercenti Modena.

Una serie di punti che comprendono, ad esempio, l’impegno a vendere solo merci residue della stagione in corso, la chiara esposizione del prezzo in precedenza applicato e di quello in saldo, la possibilità di prova e di restituzione della merce acquistata.

Un suggerimento ci sentiamo di aggiungere. Anzichè andare per negozi a vedere, e molte volte anche a provare, scarpe e vestiti che poi compriamo su Amazon o simili, perchè non cerchiamo prima i prezzi su internet e poi andiamo a verificare se il commerciante locale è disponibile a vendere ai medesimi prezzi prodotti uguali: A condizioni simili sarebbe da privilegiare l’acquisto sul posto. Cosi, forse, contribuiremmo anche a ridurre la moria di negozi di vicinato.

Federconsumatori si dichiara pronta ad un confronto con tutti gli operatori del settore anche alla luce degli effetti che la crisi sta portando sulle condizioni economiche dei cittadini e delle cittadine.

Uno stato che dovrebbe interessare molti e che sollecita una azione politica, azioni concrete, iniziative pubbliche, in particolare laddove si manifestano aree di crisi e problemi da affrontare.

In alcune indagini fatte da Federconsumatori si evidenzia la progressiva crisi di una parte delle insegne che operano nel commercio di vicinato, con una ulteriore crescita del divario con il resto del sistema.Una situazione che danneggia soprattutto la fascia più debole, gli anziani e le persone a bassa mobilità.

In questa di confronto non possono rimanere fuori i Comuni.Può essere indifferente ad un comune l’esistenza di una condizione di svantaggio dei propri cittadini nell’accesso al consumo? Difendiamo tutti (a parole) l’esistenza dei negozi di vicinato. Ma se i prezzi in quei negozi deragliano, e non possiamo raggiungere la grande struttura in periferia, cosa possiamo fare? Il ruolo del Comune è solo quello di concedere licenze, o deve anche interrogarsi sugli effetti delle sue scelte? quali sono ad esempio i costi,personali e sociali, dalla “mobilità commerciale” causata dal livello dei prezzi eccessivo praticato in un quartiere,in un Comune o in un’intera area della provincia.

Molte questioni e molte domande. Temi nuovi, poco affrontati che diventano l’impegno che Federconsumatori assume con i cittadini e le cittadine.

Advertisement