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Pronti, arriva la “Medicina 4.0” e cambia la vita dei pazienti umbri

18 Gennaio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Telemedicina, medicina personalizzata con protocolli di prevenzione per migliaia di anziani. nuova farmacologia, formazione che un po’ fa ET. Mercoledì la “scossa” dell’intesa Regione-Università. Con novità da non perdere (sperando che partano nei tempi e nei modi previsti)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Pronti, arriva il memorandum tra Università e Regione che Cityjournal aveva annunciato, ma soprattutto arrivano parecchi dei progetti-guida ai quali sempre Cityjournal aveva accennato nel raccontare l’elezione di Maurizio Oliviero a rettore come una novità rilevante nel panorama regionale. Con la possibilità di dare una scossa all’Umbria ferma.

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E allora: mercoledì verrà presentata l’intesa che riguarda principalmente la sanità, ma anche le tecnologie. Nel settore sanità ci sono i progetti di maggiore impatto.
Ecco qua: l’intesa – che varrà dal punto di vista strettamente tecnico come l’avvio delle procedure per il rinnovo della convenzione tra Regione e Università – punterà tutto su un sostanziale progresso nell’innovazione tecnologica in medicina, e quindi nell’assistenza più avanzata ai pazienti.
Si parla di telemedicina, medicina 4.0, medicina di precisione (personalizzata), mentre importanti innovazioni sono previste anche nel campo della formazione che si avvarrà delle più innovative tecniche di simulazione medica (immaginatevi tutti i robot che volete, ma non solo quelli che in fondo sono già antiquati).
Attenzione: questi sono i titoli ma c’è roba vera dentro. Ammesso che e sempre che tutto si realizzi. I protocolli attuativi sono attesi per fine anno in tutti i settori, quindi il memorandum non avrà l’effetto del fulmine, però l’innovazione è tale e tanta che qualche mese si può concedere alle rispettive burocrazie e agli sherpa che da mercoledì tesseranno le fila di un discorso coerente per raggiungere l’obiettivo. Che poi, se tutto va come deve andare, sarà questo: una migliore qualità dell’assistenza ai cittadini, attraverso le tecniche e i protocolli più avanzati.

E quindi: nessuno si impressioni se verrà fuori mercoledì (ma un po’ di suspence dovrà pure rimanere) qualcuno parlerà di medicina preventiva sugli anziani dell’Umbria, da monitorare passo passo per evitare che le principali disfunzioni della loro età divengano un problema non risolvibile. Attraverso un’azione unica in Europa, tra le poche al mondo.
Ve l’immaginate mille ipertesi che possono essere seguiti a casa, diabetici che possono verificare i loro valori, persone a rischio ictus o infarto costantemente monitorati. E pure dalla farmacologia si attendono novità.
Dal punto di vista tecnico la nuova convenzione verrà supportata con la fusione dei tre attuali Dipartimenti nei quali è stata scomposta, nell’era precedente, la ex facoltà medica. Il nuovo Dipartimento unico sarà operativo entro e non oltre la fine di ottobre. Un segno rilevante dei tempi che cambiano. Come dire: meno attenzione agli equilibri interni, più organizzazione per raggiungere all’esterno risultati tutti insieme.

E a proposito del tutti insieme va segnalato che uno dei primari arrivati in piena era moriconiana riparte per il Lazio (Mario Rigante, clinica Otorino, direttore Giampietro Ricci). Secondo indiscrezioni, il divorzio si sarebbe definitivamente consumato – stando ai rumors – dopo l’ultimo no espresso all’ipotesi di restare in carico all’Università di Perugia e svolgere attività assistenziale nel Lazio.
Un altro segno dei tempi: l’Università fa le sue scelte per formulare la sua proposta complessiva. Che deve valere per tutti.


Ps. Per dire che tutto fila spedito e si vuol fare (almeno nelle migliori intenzioni) proprio sul serio ecco che i tre Dipartimenti della facoltà medica attuale hanno nominato ognuno tre rappresentanti che faranno parte insieme al delegato del rettore della commissione che dovrà redigere il progetto didattico per la fusione dei tre dipartimenti. Finalità e scopo: arrivare prima possibile al Dipartimento unico. Amen

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