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Grifo, Cosmi: «Non poteva finire con quella partita…»

5 Gennaio 2020
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Ritorno al futuro, le prime parole del nuovo allenatore del Perugia e del presidente Santopadre. «Se cambio tecnico da ottavo in classifica sono chiare le mie aspettative…

di Egle Priolo

PERUGIA – Sedici anni e sembra ieri. Serse Cosmi torna al Curi da neo allenatore del Perugia. Il suo insediamento sulla panchina biancorossa è stata la “bomba” che, dopo l’esonero di Massimo Oddo, ha fatto impazzire l’ambiente biancorosso.

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«Non ho fatto colazione stamattina, dopo tanti anni. Significa che ho lo stomaco chiuso» le prime parole di Cosmi per spiegare l’emozione di un ritorno che fino a poche ora fa sembrava impossibile. «Il presidente ha avuto la forza e il coraggio di fare questa scelta – continua Cosmi -. Non è così semplice, come si dice, riportare un allenatore in una società e soprattutto in quella della sua città. Non è una scelta di comodo, ha dimostrato grande coraggio. Il mio nei suoi confronti è un ringraziamento eterno, perché mi ha ridato quel qualcosa dentro che pensavo stesse svanendo. Allenare è un conto, allenare il Perugia è un’altra cosa. Penso anche a Massimo Oddo che è stato un mio calciatore e un amico, l’ultima scena che ci lega è quella dello spareggio a Trapani. E un ragazzo molto sensibile, lo ringrazio che mi fa partire invece che da un penultimo o ultimo posto mi fa partire da un ottavo posto. Lo ringrazierò personalmente quando avrà smaltito un minimo di logica delusione e rabbia.

«Cosa penso di trasmettere? Non si può scegliere un allenatore per quello che può portare a livello di entusiasmo, nel calcio è un fenomeno molto limitato. Quello che conta sono i risultati, sono venuto per fare i risultati, perché c’ho qualcosa qui…nei miei quattro anni al Perugia abbiamo vissuto bei momenti e solo uno brutto. Essere andato via da Perugia dopo quella partita è un qualcosa che mi ha rovinato per tutti questi anni, mi ha rovinato dentro. Sono stato triturato da tante situazioni, ma sono andato via con un qualcosa che non poteva finire in quella maniera. Oggi bisogna tenere un profilo bassissimo. Non ho la presunzione di dire che in poche ore possa aggiustare qualcosa, ma sento di avere la forza e l’esperienza per fare quello che il presidente e Roberto Goretti mi hanno chiesto di fare. Non è una missione ma un qualcosa dentro».

Importanti le parole del presidente Massimiliano Santopadre, che con grande chiarezza è intervenuto sui motivi per cui non ha ingaggiato prima e ingaggiato ora Serse. «Sono felice sia successo con me. Mai nessuna preclusione nei confronti del mister, ho i miei tempi, non bisogna fare le cose tanto per. Questo era l’anno giusto, ne ho sentito la necessità, ho sentito che potesse essere la squadra per Serse Cosmi. C’è una scelta tecnica sull’allenatore, è limitativo parlare di Serse Cosmi solo per entusiasmo. Con Goretti è stata fatta una scelta sull’allenatore, sul suo modo di lavorare e di fare calcio. Sono convinto che quota sia una cosa che può dare buone soddisfazioni con questi tipo di allenatore. Poi c’è la parte emotiva, quella dell’entusiasmo che nel calcio è importante quanto tutto il resto. Ma che se non è supportata dal lavoro sul campo. Voglio chiarire questa posizione. C’è grande stima dell’allenatore, della persona ancora non lo conosco bene abbiamo fatto una cena a Milano. Era importante chiarire. Mai avuto preclusione per Serse. A Cosmi chiedo solo una cosa: di non perdere più al Curi. Di non uscire più a testa bassa perché in questi tre anni è successo troppo volte. Poi è chiaro che se decido di cambiare un allenatore da ottavo in classifica è evidente quale sia la mia aspettativa…».

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