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«Da Paradiso terrestre a scempio ambientale: i dati dell’inquinamento a Ponte San Giovanni»

13 Gennaio 2020

Nei primi 11 giorni di gennaio, l’Arpa ha rilevato 11 sforamenti della soglia di polveri sottili

di Gino Goti

PERUGIA – Altra “doccia fredda” (sarebbe preferibile la pioggia) per gli abitanti di Ponte San Giovanni dopo i dati pubblicati da ARPA e le dichiarazioni dell’Ing. D’Alesandro direttore RFI per Umbria, Marche e Abruzzo.

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L’ARPA ha rilevato nei primi 11 giorni di Gennaio ben 11 sforamenti oltre la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. In tutto il 2019 erano stati 9. Traffico automobilistico? Ma non solo, da anni i residenti si lamentano di quanto inquinamento producono le vecchie locomotive a motori diesel che sui binari della stazione ferroviaria vengono accesi già prima delle 5 del mattino e per circa un’ora prima di affrontare, a un massimo di 50 km orari, la tratta fino a Città di Castello. Inoltre a causa del protrarsi…eterno del rifacimento del tratto Perugia-Ponte San Giovanni-Perugia Sant’Anna, le corse suppletive al “trenino” costituite da grossi autobus in transito tra via Manzoni e via Bixio, sono un elemento costante di inquinamento. I diretti interessati all’inquinamento delle locomotive, abitanti proprio a ridosso della stazione, erano stati contattati e tranquillizzati da un funzionario della ASL che dal 15 dicembre – dello scorso anno – le locomotive sarebbero state sostituite con altre “pulite”: non è successo ancora niente.

Per venire al direttore generale di RFI D’Alessandro le sue dichiarazioni sono molto preoccupanti quando afferma che il tratto sarà riaperto al traffico a settembre del 2021 in concomitanza con la riapertura delle scuole. Un’altra attesa di 21 mesi, ma essendo in Italia è una ipotesi da “punto interrogativo gigante”. Per l’ennesima volta si tirano in ballo (già dal 2016 e forse da prima) gli “800 giorni” di lavori del cantiere ferroviario che – dice l’ing. D’Alessandro – «stanno andando avanti in maniera spedita». A Ponte San Giovanni ormai è citato da molte persone un capitolo del libro “La Deriva” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo in cui si parla della ferrovia per giungere agli oltre 5.000 metri sul livello del mare di Lhasa (ideata nel1998, iniziata il 26.9.01 inaugurata l’1.7.96 – 8 anni per 1.142 km e 2.647 tra ponti, gallerie, viadotti). In una recentissima puntata della trasmissione RAI “Passaggio a Nord Ovest” un servizio dedicato alla ferrovia Canadian Pacific Railway di circa 5.200 km costruita tra 1881 e il 1885, ricorda che dei 10.000 operai impegnati nei lavori oltre 6.000 erano cinesi: eravamo a fine ‘800 e già questo popolo esportava maestranze per lavori ferroviari impegnativi.

Per tornare alla nostra ex FCU bisognerebbe esaminare anche lo scempio ecologico e ambientale della collina olivata che congiunge con via San Girolamo Ponte San Giovanni con Perugia. Perugia, una città che aspira a diventare “capitale del verde”. Forse sarebbe meglio partecipare al concorso “muraglioni per scempio ambientale”, vincerebbe senz’altro. E pensare che il cartografo perugino Cipriano Piccolpasso nel XVI° secolo si esprimeva così: «E’ questa conca ripiena di tanti frutti, di tanti olivi, di tante vigne…che possiamo ben dir questo essere il Paradiso terrestre».

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