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Colussi, a Petrignano di Assisi oltre due settimane di sciopero

2 Gennaio 2020

Adesione del 100 per cento: le richieste dei sindacati

di RSU Colussi e FAI, FLAI e UILA
(riceviamo e pubblichiamo)

ASSISI (Perugia) – L’adesione altissima allo sciopero, quasi al 100% dal primo giorno, indetto nello stabilimento Colussi di Petrignano di Assisi, dalla RSU e OO.SS. di FAI, FLAI e UILA, iniziato il 16 Dicembre e tuttora in corso, è testimonianza che gli argomenti dibattuti nelle assemblee con i lavoratori, non solo hanno un fondamento importante, ma alcuni in particolare necessitano di una risoluzione al più presto.

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Nello specifico, vogliamo ribadire che la trattativa con l’azienda su alcuni temi contestati dai lavoratori in assemblea, sono in essere già da prima dell’estate 2019 e nell’incontro del 7 ottobre scorso alla presenza delle segreterie nazionali, l’azienda si era presa l’impegno di dare risposte soddisfacenti alle richieste del tavolo, entro la fine di ottobre. Invece l’azienda, nonostante i ripetuti appelli fatti dalla stessa RSU ad incontrarsi, ha risposto solo a cose fatte, presentando la turnazione. Nel frattempo ha fatto convivere i lavoratori con turni fortemente disagiati, unilateralmente decisi ed inoltre adottando una disomogeneità di trattamento in relazione ai turni notturni, riposi, lavoro domenicale ed anche in merito ai permessi L.104. Presentata definitivamente la turnazione aziendale, di fronte alla proposta della RSU di attuare alcuni miglioramenti per renderla più equa ed omogenea, tenuto conto della delicata fase di transizione che vive lo stabilimento, qualunque proposta indicata è stata respinta, definendo nei fatti immodificabile la turnazione presentata. Ci sono anche altri temi in discussione, in merito alla turnazione, la fase sperimentale, eventuale indennità disagio, la formazione, utilizzo della flessibilità e tempi di comunicazione.

Gli altri argomenti su cui l’assemblea si è espressa riguardano la maggiorazione del turno notturno e PPO, sui quali, ci vorrebbero ulteriori approfondimenti, ma le distanze non sembrano incolmabili.
Dovremmo in seguito verificare anche il mansionario a fronte della nuova impiantistica istallata ed i livelli di inquadramento fermi ormai da troppo tempo.
I turni, invece, riguardano la vita quotidiana dei lavoratori e delle loro famiglie e come si sono affrontati fino ad oggi, non sono più condivisibili, e su questo argomento il sindacato è deciso nel voler trovare una soluzione condivisa ed equilibrata.
Se questo obiettivo di una più equa distribuzione del disagio fosse raggiunto, a nostro avviso, non solo ci sarebbe un miglioramento delle condizioni di lavoro, ma ne beneficerebbe di certo, anche la produttività aziendale.

Questo dovrebbe far riflettere un po’ tutti, anche chi è alla guida di questa azienda dato che negli ultimi periodi, non ha di certo favorito un clima distensivo, ma nonostante la forte tensione in fabbrica, siamo convinti che se l’azienda con senso di responsabilità saprà affrontare la situazione senza provocare ulteriori strappi (ad esempio fissando una data per la trattativa), si potrebbe pensare di interrompere lo stato di agitazione durante la trattativa in questione e sottoporre l’esito del confronto ai lavoratori in assemblea.
Attraverso questo percorso possiamo tentare di trovare soluzioni accettabili, come sempre fatto in questi ultimi anni e scongiurare il perdurare dello stato di agitazione che insieme ai lavoratori e alla RSU, si deciderà prossimamente come continuare e/o modificare sia nei tempi che nelle modalità.

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