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Regione, sì per i direttori e sul progetto di impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti

28 Dicembre 2019

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La Tesei blinda i nomi dei quattro manager (due conferme, due nuovi): si sapranno lunedì (senza grandi sorprese). Morroni parte cercando partner al nord per il maxi investimento sull’ambiente

di Marco Brunacci

UMBRIA – È stata una giornata importante sul fronte del nuovo corso della Regione. E non solo perché il summit di maggioranza ha concluso la consultazione dei curriculum degli aspiranti direttori generali con una fumata bianca sui quattro nomi (due conferme interne, che sarebbero Rossetti per l’economia e forse – secondo voci – Conti per la sanità, con due esterni top secret ma uno sarebbe tra Naldini e De Paolis) a tempo di record (poco più di un’ora) con la regia della Thatcher di Montefalco, Donatella Tesei.

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Non solo perché, senza costi aggiunti, i due direttori uscenti, Caporizzi e Becchetti, hanno deciso di continuare a collaborare per il passaggio di consegne con i nuovi. Non solo perché lo scontro tra la Tesei e Coletto sul direttore generale di sanità e welfare alla fine non è stato poi così cruento come ci si attendeva e si è deciso di non cercare in Veneto. Non solo perché, a giudicare dai curriculum presentati, la Regione Umbria si mantiene attrattiva.

Ma soprattutto perché il debutto del principe del Romizishire (Andrea Romizi) come coordinatore regionale di Forza Italia, ha mostrato nei fatti quello che Cityjournal ipotizzava nell’annunciare la nomina del sindaco di Perugia. Insieme a Zaffini (Fdi) e Caparvi (Lega), il centrodestra ha iniziato a fare politica regionale di governo, con confronti, scelte, mediazioni, in nome di un progetto condiviso, non approssimativo.

È solo l’inizio. Ma la strada è intrapresa. E Romizi rappresenta il più piccolo partito della coalizione, ma con una esperienza particolare che cambia gli equilibri e impone un salto di qualità nell’azione complessiva.Comincia una stagione tutta rosa e fiori? Neanche per sogno. E l’opposizione dovrà stare molto attenta a evitare che ci si infili in qualche pericoloso tunnel. Però intanto si procede a buona velocità. Merito anche di chi ha lavorato a una continuità tra i nuovi governanti e la macchina regionale di questi anni perchè sia di aiuto e stimolo per un futuro con spunti innovativi, ma non incline alle avventure.

Detto questo, va considerato rilevante il dibattito intorno alla figura del direttore di area ambiente, rifiuti, trasporti. Qui l’intesa è sul progetto. Che un po’ è una utopia, un po’ già presta il fianco a svariate critiche, ma non può essere considerato che di serie A. E siamo qui: la nuova Giunta regionale intende realizzare un impianto che chiuda il ciclo dei rifiuti, secondo le più moderne (e anche costose) tecnologie. Non un termovalorizzatore ma qualcosa di non molto diverso, secondo i modelli che stanno conquistando il Europa, capace di produrre anche biometano (iniziamo ad usarlo col parco auto regionale?).

Tocca al vicepresidente Morroni trovare l’azienda giusta che voglia investire (dicono che si cerchi a nord, e già si immaginano le polemiche ma è nella routine di scelte di questo genere) e pensare ai tempi e alla location dove fare l’impianto. In mano a Morroni e al suo direttore di area ci sta anche la ricostruzione che deve partire punto e basta e finora stenta e ancora stenta.La Tesei ha blindato i nomi dei direttori che saranno resi noti ufficialmente solo lunedì: due in continuità e due nuovi.

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