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Soldi pubblici incassati indebitamente: la finanza li smaschera e sequestra beni per 600mila euro

4 Marzo 2019

Nel mirino delle fiamme gialle due aziende vitivinicole perugine: cinque in tutto le persone denunciate

TRASIMENO – Ammonta a oltre 600mile euro il sequestro, di beni e denaro, eseguito dalla guardia di finanza di Perugia nei confronti di un’associazione temporanea costituita da due imprese operanti nel settore vitivinicolo.

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Il provvedimento – emesso dalla procura di Perugia su richiesta proprio delle fiamme gialle – arriva al termine di quella che gli investigatori definiscono «una complessa attività d’indagine che ha consentito di disvelare l’illecita percezione di finanziamenti pubblici che avrebbero dovuto essere destinati a incentivare lo sviluppo dell’agricoltura e del turismo locale». A finire nei guai, i responsabili delle due aziende e i titolari di altre quattro società locali. Cinque in tutto le persone denunciate.

Per ricevere i contributi erogati dall’Unione europea e cofinanziati dalla Regione, le due aziende si sarebbero impegnate a promuovere i propri prodotti e il territorio umbro (in particolare quello del Trasimeno) su mercati extra Ue, organizzando eventi e creando un apposito portale internet. Peccato che poi, secondo i militari, i beneficiari del finanziamento avrebbero ampiamente gonfiato le spese sostenute per la creazione del portale, ricorrendo a false fatturazioni, grazie anche alla complicità di aziende operanti nel settore informatico.

«Il sito web inoltre, una volta creato, non era mai stato aggiornato – scrivono in una nota i finanzieri – e addirittura non risultava raggiungibile utilizzando i più noti motori di ricerca, in contrasto con l’obiettivo principale del progetto: far conoscere ad un pubblico sempre più vasto il vino ed il territorio umbro». Al termine delle indagini, ai responsabili delle due aziende vitivinicole e ai titolari delle altre imprese coinvolte sono stati contestati i reati di malversazione a danno dello Stato e di emissione e utilizzo di fatture false e adesso rischiano – nei loro confronti è scattata anche la segnalazione alla procura regionale della Corte dei conti – di finire sotto processo contabile per la percezione indebita di soldi pubblici.

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