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Ricco rubando a casa degli altri: polizia e finanza gli sequestrano casale a Perugia

21 Marzo 2019

Operazione congiunta di un 37enne pluripregiudicato con proprietà a Colombella. Per lui, obbligo di soggiorno per 3 anni

PERUGIA – Si è arricchito in anni di traffici illeciti ma giovedì mattina per lui sono scattate le misure di prevenzione previste dal Testo unico antimafia: nei guai un cittadino italiano di 37 anni, con diversi precedenti e residente nel Perugino, colpito da un provvedimento emesso dal tribunale di Perugia.

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In un’operazione congiunta di polizia di Stato e guardia di finanza, infatti, nelle prime ore di giovedì è stata data esecuzione all’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per 3 anni e al sequestro, con contestuale confisca, di un’unità immobiliare di 150 metri quadri e del relativo appezzamento di terreno a destinazione urbanistica di 3580 metri quadrati, situati a Colombella, per un valore complessivo di circa 400mila euro.
Il provvedimento è scaturito dopo che, come previsto dalla normativa antimafia, il questore Giuseppe Bisogno ha avanzato al tribunale di Perugia la proposta di applicazione della misura di prevenzione personale, nonché quella patrimoniale, basata sugli esiti degli accertamenti eseguiti dalle fiamme gialle. Dopo un’attenta valutazione, l’autorità giudiziaria ha condiviso la richiesta e ha emesso il provvedimento che ha disposto l’obbligo di soggiorno e la confisca dei beni.
L’operazione è il risultato della sinergica collaborazione tra le locali articolazioni della polizia di Stato e della guardia di finanza deputate all’attività di contrasto alla criminalità organizzata, vale a dire la divisione Anticrimine della questura, coadiuvata dal Reparto prevenzione crimine Umbria, e il Gruppo investigativo criminalità organizzata (meglio noto come Gico) del Nucleo di polizia economico – finanziaria.

Da un lato, infatti, gli agenti della questura hanno ricomposto il profilo criminale del 37enne, che ha iniziato la sua carriera delinquenziale sin da giovane, collezionando denunce e arresti per delitti contro il patrimonio. Ma è soprattutto grazie all’indagine denominata “Cassaforte” del 2010 che è stato possibile delineare l’elevata pericolosità sociale dell’uomo, arrestato quale promotore ed organizzatore, insieme al fratello, di un’organizzazione finalizzata alla commissione di furti in abitazione.

Parallelamente, i militari del Gico, hanno ricostruito la situazione economica, reddituale e patrimoniale del 37enne e del suo nucleo familiare, che ha permesso di individuare una differenza tra i redditi dichiarati, l’attività economica svolta e il patrimonio immobiliare acquisito, ritenuto di ingiustificata provenienza.
Questi ultimi saranno assegnati all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per il successivo riutilizzo attraverso l’assegnazione alle forze dell’ordine, o a quei soggetti (come associazioni, cooperative, Comuni, Province e Regioni) in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro.

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