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Incendio Biondi, per l’ambiente nessun «danno elevato»: lo dice l’Arpa

21 Marzo 2019

La comunicazione stamattina, dopo polemiche e scontri a suon di comunicati. Il Pd di Perugia: «Sindaco assente»

PERUGIA – «L’aria è tornata ad essere buona dopo che nella giornata di domenica 10 marzo si era verficato un significativo sviluppo di inquinanti quali diossina, Ipa, Pca e benzene, scaturiti dalla combustione dei materiali. Allo stesso modo, dall’analisi a campionamento che abbiamo effettuato nei giorni successivi all’incendio sui vegetali, nell’area interessata, non sono state riscontrate differenze notevoli rispetto ad altre zone limitrofe, mentre stiamo ancora svolgendo le analisi su latte e uova, i cui risultati saranno pronti la prossima settimana. Sulla base dei dati e delle esperienze pregresse non vi è un danno ambientale elevato».

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E se a dirlo è la direttore del laboratorio multisito di Arpa Umbria, Donatella Bartoli, evidentemente c’è da fidarsi. La relazione è arrivata stamattina, presentata durante un incontro con la stampa nel quale, di fronte a sindaco e vicesindaco, il direttore dell’agenzia, Walter Ganapini, ha però spiegato che «i campionamenti proseguiranno nel tempo per avere ulteriori dati confrontabili nel tempo, con l’obiettivo della massima attenzione alla salute pubblica perseguito fin dall’inizio», riporta una nota del Comune. «Sia sindaco che vicesindaco – continua il comunicato – hanno confermato l’attenzione dell’amministrazione alla situazione e l’approccio condiviso e responsabile che tutte le istituzioni interessate hanno tenuto nella situazione verificatasi».

Un incontro chiarificatore, quello di oggi a palazzo dei Priori. Soprattutto dopo le lamentele (assenze alla mano) del Partito democratico che nelle stesse ore sottilneava, polemicamente, la scelta di Romizi «di non disdire gliimpegni romani ed evitare di presentarsi in Consiglio per relazionare sulla situazione e sulle contromisure adottate». Una situazione sanata appena oggi, che ha portato i dem a chiedere un Consiglio comunale aperto sul tema, che si terrà mercoledì 27 marzo e le cui ragioni – proprio in mattinata – il Pd di Perugia ha reso note con un comunicato che riportiamo di seguito, per intero.

«Incendio Biondi, la Giunta riferisca»

A seguito del grave rogo di rifiuti le cui cause sembrano essere dolose – scrive Il Pd – e che si è sviluppato nella giornata di domenica 10 marzo scorso all’interno della zona industriale di Ponte San Giovanni, il Partito Democratico ha chiesto di fare chiarezza sulla situazione e sui rischi per la salute degli abitanti delle zone maggiormente colpite con un Consiglio Comunale Aperto sul tema.

La nostra richiesta, accettata e calendarizzata per il prossimo 27 marzo, è nata all’indomani dei fatti di Balanzano, visto che il Sindaco Romizi pur essendo garante della salute dei cittadini ha preferito non disdire impegni romani ed evitare di presentarsi in Consiglio Comunale per relazionare sulla situazione e sulle contromisure prese. Dopo numerose proteste, durate ore, si è presentato il vice-Sindaco Barelli, balbettando alcune frasi di circostanza e limitandosi a leggere l’ordinanza emessa in tutta fretta.

Ad una Giunta assente, silenziosa e impreparata si sono sostituiti alcuni collaboratori della Giunta che, a fronte di legittime richieste di chiarimenti ed informazioni da parte di una popolazione impaurita e giustamente preoccupata per la propria salute, hanno, come loro costume, utilizzato i social come una clava per tacitare le proteste, deridere le domande, offendere ed insultare.

Oggi, a dieci giorni dall’incendio e dalla nube tossica, il Vice Sindaco Barelli -il Sindaco Romizi è tutt’ora assente su questa problematica, come del resto su tutti gli altri temi della città- ha convocato una conferenza stampa per presentare i dati riscontrati sulla base delle rilevazioni effettuate da Arpa.

Crediamo che quello della Giunta sia un comportamento da censurare da parte di tutti i consiglieri comunali e da parte della stessa Presidenza del Consiglio, poiché svilisce il ruolo e le prerogative del Consiglio Comunale impedendo un reale confronto sul tema tra i consiglieri comunali, depositari della rappresentanza della città, derubricando un problema grave per la salute dei cittadini ad un suo personale spot elettorale.

Auspichiamo che nel Consiglio Comunale Aperto convocato per il 27 marzo, a cui sono stati invitati Regione, Asl, Arpa, Università, Carabinieri e Vigili del Fuoco, avremo risposte chiare ed esaustive in merito alla situazione ed ai rischi di quella che purtroppo è una vera e propria emergenza ambientale

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