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Università, ecco il decreto. Si vota il 9 maggio e sarà una sfida fra tre blocchi

12 Febbraio 2019

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il nuovo rettore uscirà dal triangolo Oliviero-Elisei-Tei. Stavolta decisiva non sarà la politica ma il programma

di Marco Brunacci

PERUGIA – Adesso è ufficiale. Il decreto è arrivato. Per il nuovo rettore si vota il 9 maggio. La determinazione di Vito Peduto, anestesista e decano dell’Ateneo, ha portato alla decisione affatto condivisa dagli attuali vertici universitari. Ma ora è fatta.

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Questo significa un’accelerazione nella campagna elettorale. Fausto Elisei si è già presentato ufficialmente. Altri candidati minori hanno fatto sapere di essere in procinto. In realtà si attendono le altre due forze elettorali: Maurizio Oliviero e Francesco Tei. Oliviero perse al ballottaggio per una manciata di voti ed è ragionevole immaginare che sarà in grado di aggregare un numero di voti, anche in questa tornata, tale da essere protagonista. Per Tei tutto dipende dalla sua capacità di mettere insieme i piccoli candidati dell’area moriconiana, dalla Mazzeschi alla Stanghellini, coinvolgendo anche Cotana e Santambrogio e magari l’antimoriconiano, ma dell’ultim’ora, Figorilli.
Se la sfida, come sembra, sarà con tre aree dal peso simile, diventerà decisivo il gioco delle alleanze. L’unico che è in grado di aprire due forni è Oliviero, gli altri due hanno invece alzato barriere difficilmente superabili.
Elisei rispetto alla volta scorso, in cui uscì al primo turno senza avere il successo sperato, presenta una novità di rilievo che è rappresentata soprattutto dalla presenza in squadra di Mario Tosti. Il leader indiscusso del Dipartimento umanistico, con familiarità con il mondo politico regionale, insieme a una lunga esperienza di militanza negli anni passati, allarga i confini del candidato dell’area scientifica, che finora è stato indicato dagli avversari come riferimento di Comunione e liberazione.
La forza di Tosti, diretta e indiretta, andrà valutata al momento del voto, ma di sicuro è un salto di qualità per Elisei.

Oliviero deve limare invece il suo messaggio. Finora è apparso troppo selettivo. Non è un caso che il suo impegno negli ultimi mesi è per far passare il messaggio di un leader ecumenico come nessuno mai.
Riuscirà? Le premesse ci sono. Si tratta però di non sbagliare sullo stretto del percorso di slalom delle scelte dell’ultim’ora.
Per Tei la forza della candidatura si pesa nel riuscire a convincere gli altri dell’area moriconiana a mettersi in squadra e pedalare. Questo è indispensabile ma non sufficiente. Moriconi ha lasciato un’eredità che in alcuni settori dell’Università è pesante. Alcuni leader (anche se di leader, capaci di orientare il voto, all’attuale Ateneo ce n’è davvero pochi) se lo sono legati al dito. Anche chi voleva rivalersi dei presunti torti subito nell’era Bistoni non è soddisfatto. Il clima – come dimostrano i veleni seguiti al caso della sospensione di una delle migliori ricercatrici dell’Ateneo, la professoressa Luigina Romani – non è favorevole al rettore uscente in settori chiave accademici. A questo va aggiunto che quella sorta di richiamo della foresta alla “peruginità” dell’Ateneo non funziona più come una volta.
È per questi motivi che un progetto decifrabile, il più condiviso possibile, stavolta diventa centrale al pari della figura del rettore. Nella prima elezione di rettore dove la politica resterà fuori dalla porta, per i candidati sarà decisivo essere convincenti e indicare una strada condivisa.
Intanto: pronti, via. Si corre. In tempi ragionevoli. Per merito dell’ottimo professor Peduto che ha fatto quello che doveva fare senza condizionamenti. Il che non è poco in tempi grami come questi.

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