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Salvini, prove di strappo a Marsciano

16 Febbraio 2019

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il manifesto per la presentazione della sede elettorale della Lega (sarà presente il segretario nazionale) fa sbandare il centrodestra umbro. Si annuncia la Mele “candidata a sindaco” prima del summit di martedì

di Marco Brunacci

PERUGIA – Lo strappo umbro della Lega, benedetto da Salvini in persona, si sta realizzando? Lo certificherebbe un invito nel quale si annuncia che domani (domenica) alle 17, presente l’intero stato maggiore leghista, da Marchetti a Pillon, dalla Tesei a Briziarelli, da Fiorini a Caparvi ma soprattutto a Mancini, verrà inaugurata la “sede elettorale” del partito che sta sbancando tutti i sondaggi in Italia e in Umbria.

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Nell’invito viene annunciata la presenza di Francesca Mele, definita nel cartaceo come “candidato a sindaco”. Si deduce che la signora Mele, avvocatessa, il Grande Elettore della quale viene considerato il consigliere regionale Mancini, oltre al segretario comunale Piazzoli, va considerata a tutti gli effetti la scelta già effettuata per conquistare un’altra roccaforte nella sempre più pallida Umbria rossa. E Marsciano vale più di Umbertide, sia come Stalingrado da espugnare, sia come modello economico che ha consentito alla filiera Pc-Pds-Ds-Pd di padroneggiare in Umbria per decenni.
Nell’invito si segnala che la Lega è il partito della rivoluzione del “buon senso”, anche se in questo caso il resto del centrodestra non lo rintraccia. Altre indicazioni non se ne ricavano. Ma agli osservatori, neanche tanto attenti, non sfugge che il centrodestra unito, l’ultima volta che si è riunito qui ha parlato almeno cinque lingue diverse, e il risultato finale è stata la riconvocazione del tavolo umbro per martedì prossimo. Occhio e croce due giorni dopo l’uscita pubblica della “candidato a sindaco”, avvocatessa Mele, con Salvini.

Che se ne deduce? Che Salvini ci terrà anche al tavolo del centrodestra ma, se ci sono motivi che ritiene validi, ne fa anche a meno. Già a Terni il leader nazionale era stato mica poco tranchant, ma stavolta ci sarebbero i termini per una vera e propria tempesta, e non in un bicchier d’acqua.
Già nelle trattative per il candidato a sindaco a Bastia il centrodestra non si trova e lì probabilmente si è già rinunciato a cercare la quadra, resa famosa da Bossi. Ma che a Bastia si aggiunga Marsciano non era nelle previsioni. Anche perchè Fratelli d’Italia voleva fortemente il posto che la Mele sembra voler prendere con la forza (elettorale) del suo leader.
Che succederà in tutte gli altri Comuni dove si sta trattando? Per ora le previsioni del tempo danno bufera. Il centrosinistra, che ha tanti guai, si sente sollevato e prende una boccata d’ossigeno. Alcuni osservatori, dati alla mano, danno infatti per perso per il centrodestra il Comune di Marsciano, ma qui bisogna essere cauti. La Lega si sta specializzando nel prendere il posto nel cuore e nella testa degli umbri della vecchia filiera alla quale abbiamo fatto cenno prima, quella che parte del Pci e arriva al Pd. E una sorpresa marscianese, con la Lega che da solo vince, ci può perfino stare.
Però sono gli equilibri regionali interni al centrodestra che fanno una gran fatica a reggere. Forza Italia sarà anche un po’ in affanno, ma sta ritrovando il traino di una Berlusconi non rinunciatario, e i Fratelli d’Italia si godono come loro il successo dell’Abruzzo. Magari un po’ esagerano, ma i risultati che hanno ottenuto sono positivi. Non ci stanno a farsi bistrattare.

Se la riunione di Marsciano finirà con un brindisi trionfale e un “vae victis” al resto della coalizione, ci si attendono strascichi pericolosi. E futuri equilibri precari su Perugia e Foligno in particolare (tenendo presente che anche a Gualdo si litiga mica poco). Vedere per capire. Ma l’Umbria potrebbe fare scuola. Tra strappi e strappetti.

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