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“Interinali” dello spaccio: in Italia con permessi di 3 mesi solo per vendere droga

13 Febbraio 2019

L’Antidroga della squadra mobile di Perugia sgomina una banda superorganizzata di spacciatori “random”. Sequestrata cocaina per 150mila euro

PERUGIA – Un gruppo di spacciatori stranieri super organizzato, con un ricambio continuo di pusher, scelti quasi a caso.

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È quello che ha smantellato la sezione Antidroga della squadra mobile di Perugia a conclusione dell’attività investigativa denominata appunto “Random” proprio perché gli investigatori si sono trovati di fronte a una nuova tecnica di mimetizzazione sul territorio, che consente alla organizzazione di inviare in Italia – quasi a caso – giovani cosiddetti “trimestrali”, sfruttando la possibilità che hanno da qualche tempo i cittadini albanesi di entrare e permanere sul territorio nazionale senza necessità di visto, per un massimo di 3 mesi ogni 6.
L’inchiesta è iniziata nei primi mesi del 2018 e ha consentito di indagare 11 cittadini albanesi, di cui 5 arrestati in flagranza e uno in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Altri tre sono sfuggiti alla cattura perché si trovano in Albania.
È stato sequestrato circa un chilo e mezzo di cocaina che venduto al dettaglio avrebbe fruttato almeno 150mila euro. Sequestrati anche 20mila euro trovati nel corso delle perquisizioni.

Tornando all’inchiesta, la rapidità dei continui avvicendamenti ha reso maggiormente difficoltose le indagini, le operazioni di identificazione e le localizzazioni dei covi, dove i pusher si nascondevano e lavoravano la cocaina proveniente dall’Albania, confezionando di notte le dosi che poi di giorno venivano spacciate. Gli ordinativi venivano effettuati solitamente al capo, che poi inviava, anche con servizio a domicilio, i pusher ad effettuare le consegne. Per non destare sospetti, l’accortezza aggiuntiva della organizzazione prevedeva che la coppia di pusher ruotasse di continuo, così da tentare appunto di “confondere” gli investigatori. Inoltre, l’organizzazione riusciva a lavorare alacremente e ad acquisire un discreto portafoglio clienti, grazie alla personalizzazione e alla domiciliazione delle consegne; gli acquirenti, quasi un centinaio quelli monitorati, provenivano anche da fuori regione e provenivano da varie classi sociali; l’età media tra i 20 e i 60 anni.

Le zone battute dai pusher andavano dal centro di Perugia fino a Passignano; i covi, ben 5 rilevati durante le indagini, erano situati tra Corciano, Olmo e San Sisto. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica perugina, ha consentito comunque di superare gli accorgimenti elusivi dei pusher e, oltre a diversi sequestri di singole dosi cedute agli assuntori, anche un discreto carico di cocaina appena giunta per essere spacciata, nascosta in un covo perquisito dai poliziotti nel corso della indagine.

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