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A Terni primo meeting del gruppo Neuro-Oncologico Umbro (Uno)

31 Gennaio 2019

Il 1 febbraio al Caos di Terni focus su diagnosi e cura dei gliomi maligni

TERNI – Le neoplasie cerebrali sono da sempre una quotidiana scommessa per il neurochirurgo, il radioterapista oncologo, l’oncologo medico, il neuropatologo, e il neuroradiologo, responsabile quest’ultimo delle diagnosi iniziali e del monitoraggio, e alcune novità potrebbero ora arrivare anche dalla medicina nucleare, come dimostreranno i dottori Massimo Principi e Fabio Loreti nel corso del primo meeting del gruppo UNO (Umbria Neuro-Oncology) che si svolgerà il 1 febbraio nella sala Orologio del CAOS di Terni (ore 12,30-20 circa). La giornata di studio, promossa e coordinata dall’Azienda ospedaliera di Terni, verterà sulla diagnosi e la cura dei gliomi maligni.

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Il trattamento di scelta delle neoplasie cerebrali è ad oggi rappresentato da una rimozione chirurgica massimale, seguita da radio-chemioterapia concomitante, come sarà illustrato dal dott. Fabio Trippa. Ovviamente il limite più importante di questo approccio è rappresentato dalla sede della malattia (il cervello)  e quindi dalla necessità di rispettare quanto più possibile, ad opera del neurochirurgo, aree di elevata rilevanza funzionale e neurologica.

La chirurgia in queste aree è quindi particolarmente complessa e risponde a requisiti unici da un punto di vista oncologico, questo tema sarà affrontato dal dott. Carlo Conti, direttore della Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera di Terni, e da un punto di vista anestesiologico, dalla dott.ssa Emanuela Sensi, della Rianimazione di Terni.  A questa peculiarità vanno aggiunte le novità conoscitive da un punto di vista biologico, che hanno profondamente modificato le possibili strategie terapeutiche e la valutazione prognostica dei gliomi, aspetti che saranno affrontati dal prof. Felice Giangaspero, dell’Università Sapienza di Roma, una riconosciuta autorità nel campo della neuropatologia.

Il punto su valutazione neurologica e neurofisiopatologica, componenti determinanti della valutazione prognostica del paziente e base della sua riabilitazione e di eventuali terapie anticonvulsivanti, sarà fatto invece dal prof. Paolo Calabresi (Clinica neurologica dell’Azienda ospedaliera di Perugia) e dal dottor Domenico Frondizi (Neurofisiopatologia di Terni). Da un punto di vista della terapia medica poche novità si sono affermate fino ad oggi, ma alcuni recenti spunti biologici hanno reso possibile ipotizzare nuovi approcci terapeutici, alcuni formulati anche dal gruppo di ricerca umbro, di cui parlerà la dott.ssa Claudia Caserta dell’Oncologia Medica di Terni. Obiettivo globale di questo meeting sarà fare il punto su una patologia drammatica, e un po’ negletta, allo scopo di gettare le basi di un più efficace approccio diagnostico-terapeutico, in ogni caso basato su una importante multidisciplinarietà.

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