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Perugia-Ancona, crisi Astaldi: «A rischio centinaia di operai e decine di imprenditori umbri»

La ditta fa richiesta di concordato preventivo. L’Assemblea legislativa approva mozione unitaria

PERUGIA – Stavolta, per una volta, l’Assemblea ha deciso di muoversi in maniera unitaria. Sul caso Astaldi – ditta sull’orlo del precipizio, che ha fatto richiesta di concordato preventivo e il cui rating per Standard & Poor’s è “D”, default – l’aula di palazzo Cesaroni si è espressa con una sola voce, quella della mozione approvata e sottoscritta oggi da tutti i componenti dell’Assemblea legislativa.

«La Regione – recita l’atto – ponga in essere tutte le azioni di propria competenza, insieme alla Regione Marche, comprese le escussioni delle fideiussioni, intervenendo presso Governo, Anas e Quadrilatero, al fine di garantire la ripresa dei lavori nei cantieri, tutelando imprese e lavoratori che in questi mesi, nei diversi ruoli, sono stati interessati alla realizzazione delle opere». Perché la crisi di Astaldi, ha spiegato Gianfranco Chiacchieroni (Pd) sottoscrivendo il documento, «sta creando gravissime ricadute nel tessuto economico del territorio regionale». «Molte imprese umbre che hanno lavorato in subappalto rischiano di non essere liquidate» e il loro eventuale fallimento «coinvolgerebbe centinaia di operai e decine di imprenditori umbri».

«Dal punto di vista formale», ha però avvertito la presidente della Regione, Catiuscia Marini, «siamo in una fase in cui sarà difficile assumere iniziative che possano determinare gli effetti da noi auspicati. Il tratto umbro della Perugia–Ancona è completato ma in quella zona siamo passati per la terza impresa che avvia una procedura di uscita dal contratto con Quadrilatero. Astaldi è uno dei più grandi gruppi italiani, aveva quindi requisiti tecnici e capacità finanziaria per poter completare i lavori».

«Quadrilatero paga il soggetto con cui ha il contratto (Astaldi) – ricorda Marini – che non ha perso i requisiti per avere appalti pubblici anche se è al centro di una procedura da parte dei creditori. Astaldi ha contratti di appalto per altre grandi opere Anas e infrastrutture nazionali. La situazione è complessa e finché non si conclude la fase di accettazione del concordato non si può agire. Quando esso verrà definito, si riapriranno tutte le partite, anche per le nostre imprese e per i lavoratori, che possono dipendere anche da affidatarie indirette di Astaldi. Dovremo capire cosa farà Quadrilatero per arrivare al completamento dell’opera. La rescissione dei contratti in essere da parte di Astaldi non è neppure automatica».

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