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Raspberry Pi, il computer per ‘geek’ che sta nel palmo di una mano

12 Ottobre 2017

Piccolo, economico, funzionale. Soprattutto versatile. Molti non lo conoscono ancora, molti altri ne hanno fatto una passione

Iniziamo dalle presentazioni: il Raspberry Pi altro non è che un piccolissimo computer. Di fronte a questa scheda di 8 centimetri per 5, tutta strana e senza ‘guscio’ esterno, potrebbero non crederci. monitor, tastiera, mouse…) va collegata a parte. Il Raspberry di fatto altro non comprende che processore, gpu, memoria ram, modulo ethernet, modulo wifi (quest’ultimo solo nell’ultima versione), uscita video, uscita/ingresso audio e qualche porta usb. Manca persino l’hard disk: a farne le veci sarà una scheda sd da acquistare a parte. Eppure, tanto è bastato a programmatori, maker, semplice appassionati, per fare del Raspberry il principale strumento dei propri progetti, il ‘cuore’ delle proprie creazioni.

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Ci si può fare di tutto, in effetti. Può diventare uno smart hub per la domotica, ci si può fare un cabinato per videogame, può essere usato per costruire una macchina fotografica digitale oppure un telefono cellulare. Le possibilità sono praticamente infinite, dipendono più dall’immaginazione (e dalle competenze) di chi lo maneggia che non dai limiti effettivi del Raspberry. Che nasce per agevolare l‘insegnamento della programmazione nelle scuole. Da questa idea deriva l’enorme potenziale di questo strumento. Il sistema operativo? Non ne esiste soltanto uno, naturalmente, installabile sul Pi. Ma tanti, principalmente basati su Linux: il più diffuso, forse, è una versione di Debian creata appositamente per questo piccolo computer, Raspbian.

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